Donne tra empowerment e innovazione

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donneSpesso noi donne siamo sommerse dalla routine, dal ritmo frenetico, dalla fretta e tra lavoro e vita personale mettiamo da parte i nostri sogni, desideri e aspettative. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di conoscerci a fondo per capire cosa vogliamo davvero e lavorare con determinazione per ottenerlo.

DONNE E CORSA CONTRO IL TEMPO

donne
Quante volte ci sentiamo rapiti dal tempo
? Abbiamo così tante cose da fare che non riusciamo a farle tutte. Ogni giorno è una maratona e a volte a fine giornata ci chiediamo cosa abbiamo fatto davvero per noi. Spesso ci lamentiamo che abbiamo perso tempo con qualcuno o per qualcosa e pensiamo che quelle ore preziose le avremmo potute dedicare a qualcos’altro. Come possiamo rimediare a questi sentimenti che a volte non ci fanno sentire felici? 

Dovremmo dedicarci degli spazi per conoscerci, per capire cosa desideriamo davvero; solo così possiamo progettare le nostre giornate ed essere determinati a raggiungere le nostre aspettative. È importante imparare a considerare il tempo non come un semplice spazio da trascorrere e riempire di cose; il nostro tempo è unico e per questo dobbiamo considerarlo come spazio costruttivo in cui lottiamo per raggiungere i nostri obiettivi dando senso a tutti i minuti che abbiamo a disposizione. 

Spesso parliamo dei nostri sacrifici come qualcosa che “pesa”; dovvremmo alleggerirci invece e pensare ai sacrifici come qualcosa di bello. Sacrificio significa “rendere sacro” e dunque dovremmo pensare ai nostri sacrifici come un modo per rendere sacro il nostro tempo. Dobbiamo saper scegliere a cosa vogliamo dedicare il nostro tempo. È questa la nostra priorità.


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DONNE E EMPOWERMENT

donneIl termine empowerment, dall’inglese To empower, letteralmente significa attribuire poteri, mettere in grado di dare autorità, accrescere in potere. Oggi si sente parlare molto di empowerment femminile; vengono organizzati corsi di formazione, incontri e conferenze per dare potere e responsabilità alle donne. Io credo che l’empowerment sia ben altro. Sono le donne stesse a rappresentarlo con le loro capacità. Io, personalmente, considero l’empowerment come una presa di coscienza. Bisogna rendersi conto che l’ostacolo da superare per raggiungere le nostre aspettative sono solo i paletti, messi da noi stesse, a causa degli stereotipi sociali. Noi donne non dobbiamo essere “ messe in grado di fare” perché noisiamo in grado di fare”. Dobbiamo solo prendere coscienza, avere fiducia nelle nostre capacità ed essere determinate a raggiungere i nostri obiettivi. Noi dobbiamo avere grandi aspettative perché abbiamo tutte le capacità per favorire cambiamenti sociali, politici ed istituzionali.

In Italia, il tasso di occupazione delle donne  (15-64 anni) a giugno  2017 ha raggiunto il 48,8% un record,  ha sottolineato l’istat, ma restano ancora lontane dal 66,8% degli uomini. Tuttavia, per integrare a pieno le donne italiane nel mercato del lavoro c’è ancora molta strada da fare: in base ai dati Eurostat, l’Italia è agli ultimi posti nel confronto europeo: tuttavia, se andiamo ad analizzare l’ultimo dato Eurostat, quello riferito al primo trimestre 2017, sul fronte dell’occupazione femminile l’Italia resta agli ultimi posti: il suo 48,2% è più alto solo rispetto al 43,3% della Grecia. Ben lontano dal 61,6% della media dei 28 paesi europei. E ancor di più dai record di Svezia (74,6%), Norvegia (71,9%) e Germania (71,0%) .

Per quanto riguarda la situazione Italiana delle Donne alla guida di un’azienda è  ferma al 21,8%. È vero che le imprese a guida femminile sono passate dalle 1.308.566 del 31 marzo 2016 alle 1.316.017 del 31 marzo 2017 (dati Infocamere). Ma le donne a capo di un’azienda sono ancora solo il 21,8%. Un dato identico rispetto al 31 marzo 2016.  A crescere sono state soprattutto le imprese femminili guidate da una donna straniera: erano il 9,1% delle imprese femminili il 30 giugno 2014 e sono salite al 10,4% del 30 giugno 2017.

I dati parlano chiaro, tantissime sono le donne che stanno lottando per l’empowerment, ma non sono ancora sufficienti. Dobbiamo prendere esempio dalla loro determinazione, leggere le loro storie. Documentarci,  prendere coscienza delle nostre capacità e lottare per raggiungere i nostri obiettivi.

DONNE E L’INNOVAZIONE

donneNegli ultimi anni la tecnologia ha modificato le nostre vite nel modo di lavorare, comunicare, socializzare.  Il mondo digitale sta offrendo molto e molte donne  lo stanno utilizzando per esprimere i propri talenti e la propria creatività. Mi ha colpito leggere l’intervista, su startup Italia, di Layla Pavone, fondatrice di IAB Italia, e amministratrice Delegata di Digital Magics e consigliera di Italia Sturtup , la più grande associazione che raccoglie l’ecosistema italiano startup . Nell’intervista Layla afferma :

Ci sono ancora poche donne founder di startup, sono solo il 13% del totale startup ufficialmente presenti nel registro delle giovani imprese innovative. Mi sono confrontata con colleghi e amici e il pensiero comune è che ciò sia dovuto ad una sorta di pregiudizio in partenza, sul fatto che esse non sono convinte di avere tutte “tutte le carte in regola” per provarci, perché magari non sono esperte di codice o perché sono laureate in discipline umanistiche, questo luogo comune le disincentiva dall’intraprendere un progetto da “imprenditrici tecnologiche. È importante abbattere questa barriera culturale e psicologica che limita e penalizza il talento femminile.

Ciò mi ha fatto riflettere tanto. Dovrebbe far riflettere tutte, tutte le volte che non ci sentiamo all’altezza. Ricordiamolo sempre che la barriera è solo culturale e psicologica. 

 

Oggi l’augurio è di vivere il nostro essere donna alla grande.

Senza stereotipi. Senza paure.

Solo con Grandi progetti

Auguri a tutte!


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L’AUTRICE
Letizia Grasso, Pedagogista
“Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano” Questa frase è impressa nel mio cuore. La bambina che si meraviglia delle piccole cose è sempre con me. Credo fermamente che la scuola debba puntare sulla costruzione autonoma delle conoscenze attraverso il contatto diretto con il mondo esterno e, dunque, tramite le esperienze di vita. Una scuola aperta alla vita che insegni ad osservare ogni piccola cosa, a meravigliarsi e a porsi domande. Una scuola che formi degli adulti che sappiano riflettere e mettere in relazione mente e cuore”.
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